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…E io vi ho donato la mia vita…

18 Dic

Vi ho scritto parole che non vi ho mai fatto leggere e che, in ogni caso, voi non avreste letto mai..vi ho offerto il mio cuore senza sapere che eravate stati voi a rubarmelo con astuzia…vi ho regalato per anni i miei silenzi senza conoscerne il motivo..vi ho donato la soddisfazione di farmi sentire in colpa..ma poi, in colpa per cosa? Forse ne ho avuta mai? Vi ho fatto rapire le mie lacrime, che come spade scendevano sul mio viso lacerando la mia pelle e vi ho permesso di rapire anche i miei sorrisi, la mia ingenuità e il mio stesso esistere..vi ho trasmesso, con il mio corpo e la mia anima, la mia vita e sono morta per voi..vi ho concesso il privilegio di estirpare la memoria dalla mia mente e di instilare ciò che voi volevate che io pensassi… e ora cammino ancora su quel filo instabile sul quale mi avete gettato con forza, cosciente del fatto che un minimo soffio di vento, anche il più leggero, mi farebbe precipitare giù, nell’ abisso che, per anni, avete creato per me con dovizia e amorevole sforzo.. dovevate sapere meglio ciò che mi stavate insegnando.. ora cammino su quel filo che avete chiamato “borderline” perché non so fare altro.. Come ha scritto C. Bukowski, mi avete piantato dentro così tanti coltelli che quando mi regalano un fiore non capisco neppure cosa sia..

…DOVEVATE SAPERE MEGLIO COSA MI STAVATE INSEGNANDO…

Vi ho scritto parole
che non avete letto mai.
Vi ho offerto il cuore
che con astuzia
avevate rubato.
Lo ignoravo.
Vi ho regalato silenzi
preziosi a me,
potenti per voi.
Vi ho donato
sensi di colpa,
soddisfacevano i vostri gusti.
Quale colpa poi?
Ingiusta falce
del manipolato destino.
Avete rapito le lacrime
che come gocce di pioggia
scivolavano lente,
laceranti,
sulle pareti dell’anima.
Avete rapito
sorrisi,
ingenuità,
il senso stesso
del mio inutile viaggiar.
Vi ho trasmesso
col corpo e con la mente
la vita mia.
Sono morta sulla vostra via.
Vi ho permesso
di estirpare
memoria fallace per voi,
instillando ciò che volevate poi.
Cammino ora
sola,
sul filo instabile
ove mi spingeste con forza,
cosciente d’esser
granello di sabbia,
messer del vento la morsa
che, spirando piano,
in terra arida disperde.
Foglia
d’inesorabil caduta
in invernale abisso
da voi creato
con dovizia
e amorevole sforzo,
infernale.

Poesia creata nel 2015 dal testo precedente come esercizio per una scuola di poesia. Questo testo è stato creato in un periodo in cui ero in crisi con la mia storia. Essa è una poesia che parla di me, ma i pensieri racchiusi in essa non mi appartengono più.. Sono stati pensieri al vento che hanno fatto parte di me, ma che si sono ormai dispersi tra le nuvole e il sereno di una vita rinata. 🙂

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                                                                                                                                                   Nemesi

Scritto da Tepore Lunare

 
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Pubblicato da su 18/12/2013 in Uncategorized

 

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